Un’anomalia linguistica nella Costituzione canadese tiene in vita la “Regina”, anche quando i tempi cambiano e sul trono siede un re.
Per ragioni che sfuggono alla logica contemporanea — ma che forse riflettono un’epoca in cui l’eternità sembrava un attributo implicito della sovranità — pare che i padri costituenti canadesi non fossero in grado di immaginare che la Regina Vittoria avrebbe potuto non vivere per sempre.
Nel 1867, con l’entrata in vigore dell’Atto della Costituzione (all’epoca noto come British North America Act), il Canada divenne un dominion dell’Impero britannico. La giovane e autorevole figura della Regina Vittoria dominava allora non solo le monete, i ritratti ufficiali e le coscienze, ma anche il linguaggio legislativo. Così, quando i redattori della Costituzione si trovarono a dover designare il potere esecutivo e il ruolo simbolico del sovrano nel nuovo Stato federale, fecero una scelta lessicale apparentemente ovvia, benché decisamente non gender neutral, usando il termine “Regina”.

In oltre un secolo nessuno ha sentito l’urgenza di rettificare il dettaglio, complice anche il lunghissimo regno di Elisabetta II, che con i suoi 70 anni sul trono ha dato continuità semantica alla “Regina” costituzionale. E così il termine è rimasto lì, immutato. Nemmeno la riforma costituzionale del 1982, che sancì la piena autonomia del Canada dal Parlamento britannico e incluse la nuova Canadian Charter of Rights and Freedoms, ha rimosso quell’anacronismo.

E dunque oggi Carlo III è formalmente titolare dell’“Ufficio della Regina” (Office of the Queen), come è chiamato anche nella Legge Costituzionale del 1982:
Emendamento per consenso unanime
41 Può essere apportato un emendamento alla Costituzione del Canada, in relazione alle seguenti materie, attraverso la proclamazione del Governatore Generale sotto il Gran Sigillo del Canada solo quando autorizzato dalle risoluzioni del Senato, della Camera dei Comuni e dall’assemblea legislativa di ciascuna provincia:
(a) L’Ufficio della Regina, il Governatore Generale e il Luogotenente Governatore di una provincia;
(…)
Constitution Act 1982, art. 41, traduzione nostra
Chissà, forse è solo un modo per mantenere viva la memoria di Vittoria, o forse è un sottile promemoria che, nel grande schema delle cose, i titoli sono solo parole, e la monarchia britannica continua, indipendentemente dal genere di chi siede sul trono, impermeabile al passare del tempo e… della grammatica.
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