Tra le storie più assurde della giustizia americana spicca quella di Jonathan Lee Riches, il detenuto di Philadelphia diventato famoso come l’uomo più litigioso del mondo. Dalla cella di un penitenziario del West Virginia, intentò migliaia di cause contro politici, star di Hollywood, religiosi, aziende, persino entità astratte come “il Medioevo” e “il Nuovo Ordine Mondiale”.
Negli Stati Uniti, che si vantano di essere “la terra degli uomini liberi”, chiunque può prendere carta e penna e fare causa a chi vuole.
Nel maggio 2006 Jonathan Lee Riches, un giovanotto di Philadelphia, in galera per frode in un penitenziario del West Virginia, iniziò la sua personale crociata contro il sistema. Mr. Riches convenne davanti alla Corte federale del Distretto Est della Pennsylvania un numero spropositato di soggetti e oggetti anche fantasiosi, tra cui:
l’intero governo degli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI, Osama Bin Laden, Bill Gates, Hugo Chavez, ma anche il Partito Nazista di Adolf Hitler, la Regina d’Inghilterra, Steven Spielberg, Paris Hilton, la Magna Charta, le vittime dello tsunami in Asia, i Talebani, Donald Trump (poteva mai mancare?), Saddam Hussein, George Orwell, Platone, il Memoriale di Lincoln, le 13 tribù di Israele, “vari monaci buddisti”, il Mein Kampf, il Medioevo, gli “Ulluminati” (sic!), il Codice Da Vinci, Mike Tyson, la Dinastia Ming, l’Unione Europea, i Cavalieri di Malta, Fidel Castro, la Convenzione di Ginevra, la Chiesa di Scientology, Amazon, Angela Merkel, la KFC, Nostradamus, Marco Polo, la Torre di Pisa, Kevin Bacon, tale “Fabio”, il Giardino dell’Eden, le piramidi azteche, i boy scout americani, il Viagra, Julia Roberts, il Protocollo di Kyoto, la mafia boliviana, Nelson Mandela, il Santo Graal, il pianeta Plutone, la Vergine Maria, i Sopravvissuti dell’Olocausto, Hamas, Internet, Che Guevara, Scotland Yard, la NATO, i servizi segreti inglesi, Burger King, la parata del Gay Pride, l’allora senatore dell’Illinois Barack Obama, il Corano, la Parmalat e l’immancabilissimo Silvio Berlusconi.
Questo “maxiprocesso” di Philadelphia avrebbe dovuto accertare varie violazioni, tra cui il fatto che George Bush sarebbe un viaggiatore del tempo che avrebbe cospirato col Duca di Normandia alla battaglia di Hastings del 1066, mutando il corso dell’evoluzione della common law, il tutto a danno del sig. Riches, al quale avrebbe rubato l’identità. Come conseguenza di questa macchinazione, l’attore chiese quindi che il “Nuovo Ordine Mondiale” fosse condannato a risarcirgli l’astronomica somma di 379 trilioni di dollari. Mr. Riches non ebbe però il suo “giorno in pretura”, e la sua domanda fu rigettata senza tanti complimenti.

Il nostro eroe non si arrese e nei mesi e anni successivi intentò migliaia di cause, chiedendo risarcimenti di
• 25 milioni di dollari per “danni respiratori” causati dalle emissioni serra delle miniere del West Virginia,
• 7 milioni di dollari per “violazione della privacy” a un astronauta della NASA che dallo spazio avrebbe spiato la sua vita,
• 17 milioni di dollari a una guardia carceraria che avrebbe rifiutato di consegnargli la posta,
• 10 milioni di dollari a un giocatore di hockey che non gli avrebbe donato biglietti omaggio mentre Mr. Riches era in carcere,
• 26 milioni di dollari per “violazione dei diritti umani” perché gli sarebbe stato negato di giocare alla Playstation in carcere e, ultimo ma non meno importante,
• la bellezza di 15 milioni di dollari al nipote di Oppenheimer, che secondo Mr. Riches avrebbe avuto in programma di far esplodere il suo carcere con una bomba atomica sfruttando segreti nucleari ricevuti illegalmente dal celebre nonno.
E non è finita qui. Dopo che il Guinness dei Primati lo ebbe nominato “l’uomo più litigioso del mondo”, Mr. Riches pensò bene di far causa al Guinness dei Primati stesso, ovviamente per diffamazione.
Ironicamente, alla fine della sua avventura Mr. Riches passò dall’altra parte della barricata quando il procuratore generale del Kentucky lo condannò per spreco di risorse giudiziarie.
Da par nostro, confidiamo che la menzione del suo nome nel nostro libro Massime dal Passato. Curiosità giuridiche da ogni tempo e luogo ci valga una denuncia.


